News



03/10/2018

Poggibonsi, Piano operativo, così non va

Cna Valdelsa sullo strumento urbanistico di Poggibonsi: “Manca una visione del futuro della città e non porta sviluppo”

droveBpoggibonsi

“Il mancato confronto dell’amministrazione comunale con le associazioni e con la cittadinanza sulla visione dello sviluppo futuro della città, è un elemento che pesa negativamente nel giudizio di tecnici ed imprese sul Piano Operativo di Poggibonsi. Il percorso di confronto fatto sottotraccia ed i tempi limitatissimi per le osservazioni, non hanno però impedito l’arrivo di circa 200 osservazioni al riguardo, segno tangibile che c’è qualcosa di significativo da correggere. Il Piano Operativo è lo strumento che ridisegna lo sviluppo del territorio ed in una fase economica così delicata auspicavamo ben altro”, si legge in una nota della Cna. “La Cna è stata critica sul percorso intrapreso dal comune e nei termini di legge ha presentato le osservazioni con le relative proposte di cambiamento, dopo una serie di incontri approfonditi con le aziende ed i professionisti del territorio, che sono andati a mettere nero su bianco i bisogni reali”. Le richieste di modifica della Cna sono state illustrate ad imprese e tecnici nella sede dell’associazione a Poggibonsi. Uno dei punti più critici evidenziati è stata la scarsa chiarezza delle norme, che devono avere una sola possibilità interpretativa. Questo per evitare, come avvenuto in passato, continue dispute legali tra comune e cittadini. Tempi di risposta celeri e certi devono andare di pari passo con la semplificazione del quadro normativo comunale”, ha ribadito la Cna.

“Un altro punto che desta forte preoccupazione tra le aziende è il tema delle zone esondabili indicate dal comune, che comprendono anche aree produttive nate quasi cinquanta anni fa. La Cna ha chiesto più volte di realizzare in tali zone le opere di urbanizzazione mancanti e quelle per la messa in sicurezza idraulica. Questo per evitare ulteriori penalizzazioni per imprese e cittadini, che si trovano invece nella condizione (se inseriti in aree esondabili) di non poter sviluppare le proprie attività e comunque con una perdita di valore degli immobili stessi”, sottolinea la Cna.

Ma la Cna è andata anche oltre: “Un altro punto riguarda il Pit regionale, da sempre considerato dalle imprese eccessivamente restrittivo sul piano dei vincoli. Inserire ulteriori paletti da parte del comune appare inopportuno, soprattutto pensando alle ristrutturazioni e riqualificazioni”.

Per la Cna guardare al futuro significa anche prevedere la possibilità di espansione e completamento delle nuove aree produttive, così come il recupero di quelle dismesse. “Va arrestata la migrazione di imprese nei comuni limitrofi, come è già accaduto in questi anni”, prosegue l’associazione, “ma il nuovo strumento urbanistico al momento non offre questa prospettiva, ma la complica ancora di più. Chiediamo alla politica di riprendere in modo chiaro il timone e le responsabilità delle scelte troppo spesso in questi anni relegate ad altre funzioni. Soprattutto vorremmo vedere per il futuro strumenti urbanistici unici e condivisi con tutti i comuni della Valdelsa”. La nota della Cna si conclude con l’auspicio che molte osservazioni fatte vengano comunque ben ponderate e che si apra il confronto con la cittadinanza per recuperare quella necessaria prospettiva di sviluppo della città. “Tutto ciò premesso la Cna, come sempre, è pronta al dialogo con il Comune analizzando nel dettaglio i problemi, le possibili soluzioni e le modifiche a questo fondamentale strumento”, conclude l’associazione.