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03/06/2017

Lavoro accessorio, bene le nuove regole che sostituiranno i vecchi voucher

Positivo il giudizio Cna sul meccanismo previsto dal Governo. La Cna considera questo provvedimento un primo passo verso la soluzione di un problema che esiste e va affrontato non in modo ideologico, ma guardando alla concretezza ed ai bisogni del mondo della produzione.

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La Cna di Siena da un giudizio positivo sull’introduzione del un nuovo meccanismo per regolare il lavoro accessorio, utilizzabile dalle imprese di minore dimensione, previsto tra gli emendamenti alla manovra finanziaria. Il provvedimento colma la lacuna normativa creata dall’abolizione dei voucher e risponde all’esigenza di garantire pieni diritti ai lavoratori e di offrire alle imprese uno strumento snello e rapidamente attivabile. Per la Cna è necessario che l’utilizzo di questo strumento sia permesso almeno a tutte le microimprese, quelle con meno di dieci dipendenti, dal momento che l’indicazione di un limite economico per singola impresa già assicura il corretto utilizzo dello strumento. Tale percorso diventa necessario nel momento in cui si presentano improvvisi picchi nella produzione, per ordini o altre esigenze. Stesse necessità per le aziende che lavorano nel settore delle somministrazioni e nell’agroalimentare. La crisi in questi anni è stata dura e secondo la Cna di Siena è necessario che le aziende abbiano tutti gli strumenti per poter rispondere ai bisogni della clientela. Allo stesso tempo è altrettanto necessario che vengano evitati di abusi o l’utilizzo improprio di questi strumenti, che mai potranno sostituire le assunzioni vere e proprie ed il personale che in pianta stabile fa parte delle aziende ed è il suo primo patrimonio.

La Cna considera questo provvedimento un primo passo verso la soluzione di un problema che esiste e va affrontato non in modo ideologico, ma guardando alla concretezza ed ai bisogni del mondo della produzione. Certamente andranno trovate soluzioni anche per i settori attualmente esclusi, che non possono pagare il conto del vuoto normativo causato dalla cancellazione dei voucher.

Nello specifico le nuove norme per le imprese prevedono che la misura minima oraria del compensi non potrà essere inferiore a 9 euro all'ora, per un massimo di 4 ore di lavoro consecutive con lo stesso datore di lavoro. Vietato poi il ricorso al contratto di prestazione occasionale per le imprese con oltre 5 lavoratori subordinati a tempo indeterminato; per le imprese del settore agricolo, salvo pensionati, disoccupati, studenti e percettori di prestazioni integrative del salario. Escluso anche il settore dell'edilizia e affini e settore miniere e le imprese esecutrici di appalti di opere e servizi. Il limite di durata per i privati di 280 ore all'anno oltre il quale il rapporto di lavoro si trasforma in contratto a tempo pieno indeterminato.