Si è tenuta giovedì 21 maggio presso il Social Hub di Firenze l’Assemblea annuale di CNA Pensionati Toscana durante la quale oltre all’approvazione del rendiconto consuntivo 2025, si è svolta la quarta edizione dell’Osservatorio sul Sistema della Salute per gli anziani realizzato da CNA Pensionati nazionale su elaborazione dei dati del Centro Studi delle Camera di Commercio Guglielmo Tagliacarne.
Tra i partecipanti alla giornata il Presidente di CNA Pensionati Toscana Luigi Nigi, il Presidente di CNA Toscana Luca Tonini, il presidente Nazionale di CNA Pensionati Lorenzo Marchetti, il Segretario Nazionale di CNA Pensionati Mauro Pagani e l’Assessore Regionale alla Sanità, Diritto alla salute e Politiche sociali Monia Monni.
Ad illustrare i risultati dell’Osservatorio è stato il Segretario di CNA Pensionati Toscana Alessio Crocini.
Gli obiettivi dell’indagine sono stati quelli di analizzare la domanda di servizi e bisogni degli iscritti, esaminare il livello e le caratteristiche dei servizi e l’esito per la nostra regione è sicuramente positivo, seppur con margini di miglioramento.
Dall’estrapolazione dei dati realizzata per la regione Toscana infatti, arrivano risultati tutto sommato positivi, a partire dal numero dei pensionati provenienti dalla nostra regione che hanno risposto al questionario: ben 1040 (il totale nazionale è di 5500), un campione particolarmente attendibile di cui il 53,4% ha meno di 70 anni, il 37,2 ha tra i 71 e gli 80 anni. Il 57% del totale vive in coppia, il 21,4% da solo. Per quanto riguarda l’area territoriale di residenza il 33,5% vive in città con meno di 50.000 abitanti, il 28,7 in città con oltre 100.000 abitanti, il 19% in piccoli comuni e il 18,8% in città dai 50mila ai 100mila abitanti.
Trai dati emersi dalla ricerca, positivo il fatto che il 66,7% degli interpellati impiegano meno di 15 minuti a raggiungere l’ambulatorio del medico di medicina generale, riguardo l’ultimo contatto con quest’ultimo, il 48,8% ha avuto risposta entro 2 ore (con l’utilizzo di telefono, e-mail, segreteria). Per chi si è recato di persona dal medico nel 33,6% dei casi è stato ricevuto subito, mentre il 50,5% ha atteso fino a 30 minuti.
Passando all’accesso ai servizi specialistici e di pronto soccorso il 32,4 % degli intervistati ha dichiarato di aver rinunciato ad andarci una o più volte a causa della distanza e della carenza di collegamenti.
Riguardo l’uso dei servizi offerti dal sistema sanitario, non si registra un’adeguata conoscenza, si tende nella maggior parte dei casi a fidarsi di medico o rivolgersi ai pronto soccorso. Si riconfermano anche le difficoltà nell’utilizzo dei servizi digitali, con dati di uso in crescita, ma ancora da consolidare. Il 34,1% non usa servizi digitali (il 4,7% non sa neanche cosa sono), per le prenotazioni il 56,3% usa ancora solo canali tradizionali. Hanno buona capacità di utilizzo e conoscenza di strumenti digitali il 52,6% degli intervistati sotto i 70 anni, poi si scende sensibilmente. Grandi criticità per l’utilizzo di SPID, CIE e CNA, per l’uso dei quali spesso si ricorre al supporto di famiglie, farmacie o associazioni come la CNA.
“La situazione dei servizi sanitari per i nostri cittadini è complessivamente positiva – afferma Luigi Nigi Presidente di CNA Pensionati Toscana -. In base ai risultati emersi dalla nostra ricerca abbiamo pensato ad alcuni suggerimenti per migliorare il servizio sanitario: semplificare ed uniformare i percorsi di accesso ai servizi, potenziare l’assistenza territoriale, valorizzare i presidi di prossimità, monitorare costantemente l’efficacia dei nuovi modelli, integrare i canali tradizionali e quelli digitali e per questi ultimi promuovere attività formative. Da parte nostra, CNA Pensionati Toscana lavorerà al rafforzamento delle politiche associative per dare supporto sempre maggiore ai nostri associati”.
“Il welfare nel nostro paese ha bisogno di una scossa forte – aggiunge Lorenzo Marchetti Presidente nazionale di CNA Pensionati – perché quello attuale è modello non più funzionale. La popolazione sta invecchiando la parte attiva sta progressivamente diminuendo, il rapporto pensionati lavoratori attualmente è di 1 a 1,5, la tendenza è quella di arrivare a 1 a 1,25, in questo caso i decimali contano si tratta di migliaia di persone che rischiano di non poter accedere a servizi adeguati. È necessaria una svolta decisa, non si può continuare con toppe e rimedi temporanei”.
